LA STORIA DEL SOLDATO

(da una antica fiaba russa)

 

RACCONTO CONCERTO

di e con

GABRIELE DUMA e LUCIANO BOSI

 

Testo di Gabriele Duma e Silvia Lacertosa

Musiche di Luciano Bosi

 

La storia.

Cercatori di opali in Australia, o di diamanti in Africa, fanno - sotto terra - un lavoro simile a quello di chi racconta fiabe. Scavano, perforano, si immergono, sentono tutti gli strati sopra e sotto e lì cercano, anche con la dinamite, i depositi delle preziose tracce della storia della terra.

Ma tra una pietra preziosa e una fiaba c'è una differenza: la bellezza del diamante è visibile, la fiaba ha bisogno, ogni volta di un racconto vivo, dell'incantesimo che ha nutrito, per migliaia di anni, nello stesso modo, tutti i popoli del mondo.

Gabriele Duma (attore, musicista, regista, laureato presso il DAMS e diplomato in contrabbasso presso il Conservatorio G. B. Martini di Bologna) e Luciano Bosi (percussionista, collezionista, didatta ed esperto di etnografia), hanno ripercorso, in questo spettacolo, l'antica fiaba del soldato, la cui vita viene irrimediabilmente sconvolta dall'incontro con la conoscenza.

Del soldato che per vivere la sua vita non può che disertarla, per andare oltre.

La fiaba della fatica di abbandonare una terribile guerra conosciuta, per tante nuove, sconosciute battaglie.

Una storia del tempo di guerra, e del tempo che cambia tempo per trovare pace.

Per ripercorrere questa storia è stata necessaria una immersione nelle profondità dell'immaginazione, ma, nello stesso tempo, c'è stato anche il rimbalzare allegro fra i suoni e i colori di tanti autori: Basile, Boccaccio, Afanasijev, Calvino, Céline, Castaneda… autori che, consapevoli o no, più volte e in ogni tempo hanno, anch'essi, giocato con quella Fata antica e intrigante che è la fiaba.

  

La musica.

In palcoscenico troveremo Gabriele Duma che racconta con le parole, e Luciano Bosi che racconta con i suoni, ma, soprattutto, troveremo strumenti musicali antichi e affascinanti come nessuna scenografia riuscirebbe ad essere: strumenti che arrivano soprattutto da Oriente: dall'India e dall'Iran, dalla Cina e da Tuva, strumenti che ci riportano in Italia o in Spagna, dopo aver fatto un giro del mondo tutto "Orientato ad Oriente".

Suoni che dialogano, che provocano, che contraddicono. In questo racconto-concerto il suono non viene chiamato a sostenere o ad accompagnare, sottolineando e giustificando, le vicenda narrata, qui la musica e i suoni si fanno vero motore del racconto, sono essi stessi drammaturgia: raccontano esattamente come la parola.

 

Età consigliata: a partire dagli 8 anni

 

Gli strumenti musicali

 

Gli strumenti musicali sono stati scelti per poter trasmettere agli ascoltatori le impressioni che scaturiscono dal suono dell’oggetto musicale e non solamente dal modo in cui esso è suonato. Ciò è possibile perché le vibrazioni sonore provocano emozioni spesso intense e profonde ed è anche attraverso il potenziale espressivo di queste emozioni che è stato realizzato il percorso sonoro di questo racconto.

 

SANTUR (Iran): dal suono dolce e ammaliante il salterio a percussione è un cordofono di probabile origine persiana, diffuso in diverse regioni dell’Asia e dell’Europa.

 

TAM-TAM SINFONICO (Italia):questa grande piastra circolare di bronzo, dal nome un po’ improprio, è la riproduzione occidentale del CHAU LUO; dal suono imponente e maestoso è il più grande dei gong della tradizione cinese.

 

HU LUO (Cina): gong cinese, di medie dimensioni, il cui suono vuole evocare il ruggito della tigre (HU).

 

TANG LUO (Cina): altro gong cinese, più piccolo del HU LUO, il suo suono stridente, glissato ed “elastico” sottolinea e sostiene le elaborate figure ritmiche delle coreografie acrobatiche degli attori dell’Opera di Pechino.

 

SHI ZI GU (Cina): grande tamburo cinese, utilizzato come strumento principale per scandire e sostenere il ritmo della Danza del Leone (SHI), evento coreutico popolare legato per lo più alle celebrazioni del Capodanno cinese.

 

MOKUGYO (Giappone): strumento costituito da una cassetta di tavolette di legno completamente chiusa, dal suono acuto e penetrante, è solitamente utilizzato per produrre veloci ostinati ritmici: caratteristica timbrico-espressiva che lo accomuna a strumenti simili presenti in diverse tradizioni musicali dell’estremo oriente .

 

TUNGUR (Tuva): grande tamburo sciamanico. In questa regione siberiana, come in altre aree culturali, il corpo dello strumento viene realizzato con un sottile fusto a cornice sostenuto da una croce di legno. Nello spettacolo lo strumento utilizzato, scelto perché molto simile come timbro sonoro e dimensioni al TUNGUR, è in realtà uno strumento di fattura industriale, realizzato negli U.S.A.: monta una membrana sintetica, più funzionale delle pelli animali per stabilità di intonazione. E’ commercializzato col nome di BODHRAN, tamburo irlandese, entrato a far parte della musica tradizionale dell’isola ma di chiara e antica origine sciamanica.

 

GHURIGHURU (India): cavigliere di campanelli globulari, utilizzate in diverse danze tradizionali indiane. Il crepitio e il tintinnio dei sonagli corporali è considerato fin dalla preistoria, da tutti i popoli della terra elemento sonoro fondamentale per sostenere ed evidenziare il movimento ritmico dei danzatori, nonché a proteggere questi dal male.

 

KINKINI JALA (India): sonagliere costituite da piccoli campanacci di lamiera di rame, appese ad alberi, case ed animali, per scacciare le forze del male.

 

ADENKUM (Ghana): una semplice zucca essiccata ed aperta nella parte apicale. Strumento femminile, viene percosso con le mani sulle pareti esterne; il suono cupo e profondo che produce l’aria contenuta nella cavità, quando viene messa in vibrazione indirettamente dalla percussione, lo ritroviamo in strumenti africani, americani ed asiatici simili a questo vaso sonoro che hanno in comune con esso anche il significato simbolico: rievocare le vibrazioni intrauterine, ovvero il suono del ventre della Madre Donna, ma anche della Madre Terra.

 

XILOFONO CONTRALTO (Germania): strumento di origine asiatica a suono determinato, realizzato con barre di legno (XILO), percosse con battenti. Nella simbologia europea rappresenta il suono delle ossa dei morti.

 

METALLOFONO CONTRALTO (Germania): strumento con le stesse caratteristiche strutturali e tonali dello XILOFONO CONTRALTO, ma realizzato con barre metalliche di alluminio. Anch’esso originario del sudest asiatico, non ha però trovato, in ambito europeo un’ampia diffusione.

 

TRACCOLA (Italia): strumento a concussione europeo, entrato in uso nel medioevo per sostituire le campane, legate durante la Settimana Santa. Viene suonato da adepti che percorrono le vie del paese allo scopo di segnalare l’inizio delle cerimonie religiose o il procedere della processione del Venerdì Santo.

 

CENCERROS (Spagna e Cuba): campanacci solitamente forgiati con lamiera di ferro o di ottone, utilizzati da millenni nella pastorizia per individuare la posizione degli animali, ma, soprattutto, per proteggere gli armenti dagli spiriti maligni. Sono anche utilizzati come strumenti ritmici nell’ambito della musica afrocubana.

 

CAJON MAYOR (Cuba): strumento ottenuto da una cassa di legno da imballaggio alla quale viene sostituito il coperchio con un sottile foglio di compensato fissato ai bordi mediante colla, che funge da membrane e viene percosso con le mani. Questo CAJON è il più grande delle casse-strumento che compongono uno specifico e particolare insieme strumentale afrocubano denominato Conjunto de Cajones.

 

indietro